Scaffalature drive-in a Lucca: guida tecnica per scelta, dimensionamento e sicurezza

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Scaffalature drive-in a Lucca: guida tecnica per scelta, dimensionamento e sicurezza

Le scaffalature drive-in a Lucca sono una soluzione di stoccaggio intensivo pensata per pallet omogenei e flussi in sistema LIFO. In molti magazzini del territorio, dal cartario all’agroalimentare, la pressione sullo spazio impone corridoi ridotti e alta saturazione. Quando conviene davvero e come evitare errori di progetto? Questo articolo chiarisce criteri di scelta, dimensionamento e gestione operativa: unità di carico, carrelli elevatori, sicurezza e manutenzione. Troverai anche alternative da valutare (push-back, pallet flow), riferimenti normativi e indicatori da monitorare. Nel territorio operano realtà specializzate, tra cui Montaggi SC Srl, ma la decisione deve basarsi su dati e norme, non su impressioni. L’obiettivo è offrire uno schema pratico per chi pianifica un nuovo impianto o una riconfigurazione in provincia di Lucca.

Che cos’è e quando scegliere il drive-in
– Struttura con corridoi eliminati e canali di carico guida-pallet; movimentazione su stesse corsie.
– Stoccaggio intensivo per lotti omogenei, medio-basso numero di referenze, alta profondità per canale.
– Sistema LIFO; possibile FIFO solo con doppio fronte per prodotto e gestione rigorosa degli slot.
– Vantaggi: elevato indice di saturazione volumetrica e corridoi ridotti.
– Vincoli: pallet standard e integri, carrelli compatibili, ricambio limitato per referenze lente.
– Alternative: push-back per rotazione più veloce; pallet flow per FIFO reale. Confrontare costi, portate e pendenze.

Checklist di dimensionamento e sicurezza
– Dati di base: peso pallet max/min, dimensioni, baricentro, tipologia bancale.
– Geometrie: altezza utile, numero livelli, profondità canale (pallet/canale), luce utile, gioco laterale.
– Portate: verificare portata per livello e per spalla; calcolo secondo UNI EN 15512; etichettatura carichi.
– Carrelli elevatori: tipologia, sagoma, altezza di sollevamento, raggio di sterzata; compatibilità con guide a pavimento.
– Pavimentazione: planarità, portanza, giunti; impatto su sicurezza e usura.
– Sicurezza: protezioni montanti e testate, arresti fine-corsa, guide, distanza da uscite e impianti.
– Norme e ispezioni: UNI EN 15635, D.Lgs. 81/08; ispezioni periodiche documentate, registro anomalie e criteri “verde/ambra/rosso”.
– KPI: saturazione per canale, tempi di ciclo, danni per 1.000 movimentazioni, tasso di rilavorazione.

Perché il drive-in funziona (o no) a Lucca
– Distretto cartario di Lucca e imballaggi: lotti ampi, pallet omogenei e stagionalità; drive-in adatto a semilavorati robusti, meno a mix di referenze.
– Agroalimentare e celle frigo: corridoi ridotti e stoccaggio intensivo riducono consumi; attenzione a FIFO per deperibili.
– Logistica conto terzi vicino A11: se molte SKU, progettare aree ibride (drive-in per lente, tradizionale per veloci).
– Territorio sismico: progettazione antisismica secondo NTC e linee guida regionali; ancoraggi e controventature adeguate.
– Governance: procedure di ingresso pallet, formazione carrellisti, audit trimestrali.

Per un quadro tecnico delle configurazioni e dei casi d’uso locali, consulta l’approfondimento su scaffalature cantilever e drive-in a Lucca.

Le scaffalature drive-in permettono stoccaggio intensivo con corridoi ridotti, ma richiedono pallet omogenei, sistema LIFO, compatibilità con carrelli e un piano di sicurezza conforme alle norme. La scelta va basata su dati: portate, profondità per canale, rotazioni e contesto locale. Un audit del magazzino, con verifica tecnica e simulazione dei flussi, riduce rischi e costi di modifica. Valuta di confrontarti con tecnici qualificati per dimensionare e ispezionare l’impianto.

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